Come
controllare WhatsApp
Per
spiare i nostri messaggi e controllare WhatsApp senza il nostro
permesso, i criminali informatici devono riuscire a camuffare la loro
reale identità. Devono fingersi noi, rubando la nostra identità
online. Sono diverse le tecniche che possono consentire ai
malintenzionati di rubare le nostre identità su WhatsApp, proviamo
ad analizzarne un paio.
WhatsApp
Web
WhatsApp
Web è una funzione di WhatsApp che permette di accedere al servizio
tramite PC utilizzando qualsiasi browser abilitato, come per esempio
Chrome, Firefox o Safari. Per usufruirne, basta collegarsi alla sua
pagina principale, inquadrare un QR code con la fotocamera dello
smartphone e lasciare il telefono connesso a Internet (a qualsiasi
rete, anche quella 3G/LTE del proprio operatore va bene).
Ebbene,
se un malintenzionato riesce a entrare in possesso del tuo
smartphone, lo usa per accedere a WhatsApp Web e in quel frangente
spunta la casella resta connesso del servizio, che permette al
browser di memorizzare l’identità dell’utente, può ottenere un
accesso continuativo al tuo account senza che tu te ne accorga, o
quasi. Ma di questo parleremo a breve…
Clonazione
del Mac address
Un’altra
tecnica attraverso la quale i criminali informatici possono
perpetrare il furto d’identità su WhatsApp è la “clonazione”
della app mediante camuffamento del MAC address.
Il
MAC address è un codice di 12 cifre che serve a identificare in
maniera univoca tutti i dispositivi in grado di connettersi a
Internet, come smartphone, tablet, schede di rete dei PC e così via.
WhatsApp lo utilizza insieme al numero di telefono per identificare i
suoi utenti, quindi clonandolo – cioè camuffandolo in modo che
appaia uguale a quello di un altro utente – è possibile rubare
l’identità di un’altra persona e accedere alle sue
conversazioni.
Esistono
diverse applicazioni che permettono di modificare il MAC address
dello smartphone, come ad esempio BusyBox e Mac Address Ghost su
Android o SpoofMAC su iPhone. Utilizzarle non è complesso, basta
aver effettuato il root su Android o il jailbreak su iPhone, ma
richiede molto tempo.
Per
portare a segno il proprio “colpo”, i criminali informatici
devono infatti scoprire il MAC address del telefono della vittima
(basta accedere al menu Impostazioni > Info di quest’ultimo),
impostare lo stesso codice sul proprio device, installare una copia
di WhatsApp e attivarla usando il numero di telefono della persona da
spiare (sul quale verrà recapitato l’SMS con il codice di
attivazione di WhatsApp).
Per
nostra fortuna si tratta di una procedura molto articolata, richiede
un accesso prolungato al telefono della vittima e una discreta
preparazione tecnica da parte della persona che desidera metterla in
pratica, tuttavia non bisogna sottovalutare la sua potenziale
efficacia.
Come
difendersi?
A
questo punto, sorge spontanea una domanda: come proteggersi da chi
vuole rubarci l’identità su WhatsApp? Considerando che la maggior
parte delle tecniche prevede un accesso fisico al telefono della
vittima (almeno inizialmente), per difendersi basta mettere in
pratica alcune semplici regole di buonsenso.
Non
prestare lo smartphone a sconosciuti e non lasciarlo incustodito in
luoghi pubblici.
Impostare
un PIN sicuro per bloccare accessi non autorizzati al telefono. Su
Android basta andare nel menu Impostazioni > Sicurezza > Blocco
Schermo e selezionare la voce PIN (oppure Sequenza, se si preferisce
utilizzare una gesture al posto del PIN numerico), mentre su iPhone
basta recarsi nel menu Impostazioni > Touch ID e Codice e
selezionare la voce Cambia codice.
Impedire
la visualizzazione degli SMS nella lock-screen. Quest’operazione,
associata all’utilizzo di un PIN sicuro, scongiura il rischio che
un malintenzionato possa attivare una copia clonata di WhatsApp
usando il tuo numero di telefono (in quanto non potrà visualizzare
il codice di conferma che sarà recapitato via SMS sul tuo device).
Se hai uno smartphone Android, per disattivare la visualizzazione
degli SMS nella lock-screen devi andare nel menu Impostazioni >
Sicurezza > Blocco Schermo, impostare un PIN o una gesture e
scegliere di nascondere solo i contenuti sensibili. Se hai un iPhone
devi andare nel menu Impostazioni > Notifiche > Messaggi e
togliere la spunta dalla voce Mostra in “Blocco schermo”.
Monitorare
le sessioni di WhatsApp Web – prima abbiamo detto che se qualcuno
accede a WhatsApp Web utilizzando il tuo smartphone tu non puoi
accorgertene. Questo è vero, ma solo in parte. Recandoti nel menu
Impostazioni > WhatsApp Web di WhatsApp puoi visualizzare tutte le
sessioni di WhatsApp Web attive sul tuo account e pigiando sul
pulsante Disconnettiti da tutti i computer puoi disattivarle in
maniera istantanea. In questo modo tutti gli “spioni” collegati
al tuo account tramite WhatsApp Web perderanno l’accesso automatico
al servizio.
Applicazioni-spia
Come
controllare WhatsApp
Ormai
esistono tantissime applicazioni per spiare i cellulari. Alcune di
esse sono costosissime e molto difficili da usare, altre invece sono
molto più accessibili e si possono configurare anche avendo
conoscenze informatiche limitate. Basti pensare alle soluzioni per il
parental control o la localizzazione dei dispositivi smarriti, che si
trovano tranquillamente sugli store ufficiali di Apple e Google, in
alcuni casi sono gratis, ma se opportunamente configurate permettono
anche di spiare e controllare uno smartphone a distanza.
Ma
come facciamo a capire se qualcuno vuole controllare WhatsApp da
remoto con una di queste app? Purtroppo non è facile in quanto la
maggior parte delle applicazioni-spia si nasconde automaticamente da
tutti i menu di sistema, ma tentar non nuoce.
Il
primo suggerimento che ti do è dunque quello di entrare nel pannello
di gestione delle applicazioni del tuo smartphone (Impostazioni >
App > Tutte su Android e Impostazioni > Generali > Utilizzo
spazio e iCloud > Gestisci spazio su iPhone) e controllare se ci
sono nomi “sospetti”.
In
caso di esito negativo, se sospetti la presenza di applicazioni-spia
sul tuo device, mi spiace ma l’unica soluzione che rimane a tua
disposizione è formattare la memoria del telefono.
Sniffing
delle reti wireless
Come
controllare WhatsApp
In
conclusione vorrei parlarti del rischio “sniffing” wireless, che
non permette ai malintenzionati di controllare WhatsApp in maniera
diretta ma potrebbe consentire loro di leggere i tuoi messaggi.
Come
ti ho spiegato anche nel mio post su come sniffare una rete wireless,
esistono dei software che permettono di monitorare le reti wireless e
di “catturare” tutti i dati che viaggiano su queste ultime. Fra
questi potrebbero esserci anche i messaggi di WhatsApp, ma per
fortuna esistono delle misure di protezione che vengono applicate in
maniera automatica dal servizio e che dovrebbero tenerci
ragionevolmente al sicuro.
Mi
riferisco alla cifratura end-to-end che WhatsApp ha cominciato ad
adottare alla fine del 2014, la quale protegge i messaggi usando un
sistema a doppia chiave: una pubblica che viene condivisa con il
proprio interlocutore e serve a cifrare le comunicazioni in uscita e
una privata che invece risiede sul nostro smartphone e ci permette di
decifrare le comunicazioni in entrata. Una tecnologia del genere
assicura che i messaggi arrivino cifrati anche sui server di WhatsApp
e siano decifrabili solo dai legittimi mittenti e destinatari,
tuttavia non possiamo dormire sonni completamente tranquilli.
Come
mai? Perché WhatsApp è un’applicazione closed source, non
possiamo analizzare a fondo il suo codice sorgente e quindi non
sappiamo se la cifratura end-to-end è stata implementata in maniera
adeguata nel servizio. Un test risalente all’aprile del 2015, ad
esempio, ha dimostrato che solo i messaggi inviati da e verso Android
venivano cifrati con il sistema end-to-end, sulle altre piattaforme
veniva utilizzato un sistema di cifratura basato sull’algoritmo RC4
che è molto più vulnerabile agli attacchi esterni.
Morale
della favola? Dobbiamo fidarci di WhatsApp e dei suoi sistemi di
protezione, oppure possiamo migrare verso altre applicazioni di
messaggistica open source che applicano la cifratura end-to-end in
maniera trasparente. A ognuno la propria scelta. In entrambi i casi è
consigliabile evitare le reti Wi-Fi pubbliche che, come noto, sono un
terreno di caccia molto battuto dai criminali informatici.
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